La gita

Partiamo dal collo, disegnamo una strada. Giriamo alle rotatorie (i capezzoli) disegnando un otto, poi scendiamo per il rettilineo, evitiamo il burrone ed arriviamo al bosco.
Lì ci fermiamo e cominciamo a leccare. Lingua piatta, che assaggia e gusta.

Afferriamo il monte con la gru e lo tiriamo su, lo lecchiamo fino a quando non è bello dritto, allora ci versiamo sopra la neve alla fragola e lo mandiamo giù in galleria, spingendolo fino in fondo.
La galleria è calda e la neve si scioglie e cola lungo i fianchi. 

Adesso sfiliamo il monte dalla galleria e lo accarezziamo con la mano stringendolo in punta come piace a te.

Ed ecco che spunta la gocciolina che annuncia la cascata.

Guardiamola scendere, e mentre cola la mano sale … e scende … e sale … e scende … solo sulla punta …

Il monte vulcano sta per esplodere, lo si sente da come è diventato rigido.

Allora torna subito in galleria, fino in fondo. Ed il vulcano vi erutta dentro, riempiendola di lava. E la galleria ingoia tutto e continua a succhiare il monte.

Scritto dalla mia piccola e dal sottoscritto. 

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3 pensieri su “La gita

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